Noi abitanti della Terra, nel nostro sistema solare, siamo in compagnia di altri corpi celesti; tuttavia, fino ad oggi conosciamo solo il nostro pianeta come luogo in cui si è sviluppato il fenomeno della vita, nel modo in cui la interpretiamo. Questo non esclude l’esistenza di forme di vita in altre parti dell’universo, ma rende in ogni caso la Terra un pianeta speciale. Molti popoli hanno visto nel passato o vedono ancora oggi la Terra come una “madre”, che genera e nutre la vita. I biologi ritengono che la vita sia nata nelle acque degli oceani e che da organismi primordiali si siano evolute tutte le forme che conosciamo.

Lo spazio della Terra colonizzato da esseri viventi è una fascia alta circa venti chilometri che include gli strati più bassi dell'atmosfera, gli strati più superficiali della litosfera (suolo e parte del sottosuolo) e le acque marine, lacustri, fluviali e ipogee (idrosfera); questo spazio, con l’insieme degli organismi che lo popolano, è definito biosfera. Un’ipotesi scientifica recente, nota come Ipotesi Gaia suggerisce una rappresentazione della Terra come “pianeta vivente” che si auto-organizza.

“Bisogna considerare la Terra come un vero e proprio sistema che comprende tutta quanta la vita e tutto quanto il suo ambiente strettamente accoppiati così da formare un’entità che si auto-regola.” (James Lovelock)

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“Rendiamo grazie a nostra madre Terra che ci nutre." (Preghiera irochese)
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“Si sono evolute ed ancora si evolvono infinite forme bellissime e meravigliose.” (Charles Darwin)
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Gea, o Gaia, è un’antica divinità femminile greca, la dea della Terra, da cui prendono vita tutte le cose.
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L'atmosfera ospita microrganismi vari, pollini e semi trasportati dal vento, animali invertebrati (insetti) e vertebrati (uccelli e mammiferi).
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Il suolo ospita le radici delle piante, batteri, funghi e una vastissima fauna, composta da lombrichi, insetti e molti altri invertebrati (fauna e flora edafica).
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L'idrosfera ospita microrganismi, alghe, protozoi, piante e animali. Gli organismi fotosintetici sono presenti fino ad una profondità di circa 150 metri.

Il suolo è uno strato di materiale alterato fisicamente, chimicamente e biologicamente che sovrasta rocce e altri materiali inalterati sulla superficie terrestre. Include sostanze minerali derivate dalla roccia madre, sostanze minerali modificate al suo interno, sostanza organica di derivazione vegetale e animale, acqua e aria nei suoi pori, le radici delle piante, animali invertebrati (anellidi e artropodi) e microrganismi. Il suolo ha pertanto un carattere sia abiotico che biotico, costituendo un esempio di integrazione tra organismi viventi e i fattori fisici dell'ambiente. Gli elementi che costituiscono il suolo variano in relazione al clima, alla roccia madre, alla topografia locale, all'età del suolo e alla presenza o meno di vegetazione, e conferiscono al suolo particolari caratteristiche (temperatura, grado di acidità, capacità di ritenzione idrica, capacità di ritenione dei nutrienti, ecc.) a cui sono legati la sopravvivenza e l'accrescimento delle piante, quindi la produttività delle comunità biologiche che ospitano.

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La luce solare che penetra negli strati più superficiali del suolo permette fenomeni come la fotosintesi e la germinazione dei semi.
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La lettiera costituisce per il suolo un'importante fonte di materia organica, che aumenta la fertilità del suolo e la sua capacità di trattenere l'acqua.
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L'attività degli organismi decompositori arricchisce il suolo di nutrienti e influisce sulla temperatura e sulla qualità dell'aria contenuta nei suoi pori.
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Un'eccessiva quantità di acqua nel suolo può influire con la normale attività delle piante, impedendo alle radici di respirare.
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Il grado di acidità del suolo influisce sulla disponibilità di nutrienti (solubilità), sulla capacità di assorbimento delle radici e sull'attività dei microrganismi.
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Gli spostamenti verticali dei lombrichi favoriscono la circolazione dei nutrienti tra gli strati superiori e gli strati inferiori del suolo.

Lo spazio della Terra colonizzato da esseri viventi è una fascia alta circa venti chilometri che include gli strati più bassi dell'atmosfera, gli strati più superficiali della litosfera (suolo e parte del sottosuolo) e le acque marine, lacustri, fluviali e ipogee (idrosfera); questo spazio, con l’insieme degli organismi che lo popolano, è stato definito biosfera. Le condizioni che permettono lo sviluppo e il mantenimento della vita all'interno della biosfera sono la presenza della luce solare, di elementi e composti chimici per la costruzione della materia vivente, la presenza di acqua e una temperatura idonea al mantenimento delle strutture cellulari e allo svolgimento delle funzioni vitali. Questi fattori interagiscono tra loro e con gli organismi viventi, influenzandosi reciprocamente.

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Le piante influiscono sulla composizione gassosa dell'atmosfera arricchendola di ossigeno, prodotto con la fotosintesi clorofilliana.
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La lettiera costituisce per il suolo un'importante fonte di materia organica, che aumenta la fartilità del suolo e la sua capacità di trattenere l'acqua.
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La vegetazione, assorbendo la luce solare prima che questa giunga al suolo, riduce il riscaldamento della superficie terrestre e la temperatura dell'aria.
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Alghe e batteri fotosintetici, presenti nelle acque fino ad una profondità di circa 150 metri (zona eufotica), arricchiscono le acque di ossigeno, permettendo la vita degli organismi acquatici.
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Le fioriture algali, dovute ad un eccessivo apporto di nutrienti alle acque, fenomeno detto eutrofizzazione, possono impoverire le acque di ossigeno, causando la morte della fauna.
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Il fitoplancton produce un composto contenente zolfo che una volta evaporato nell'atmosfera favorisce la riflessione della luce solare, contribuendo in questo modo al raffreddamento dell'aria e dell'acqua.

Fonte delle immagini: Wikimedia Commons