Gli organismi viventi sono adattati ai loro ambienti. Hanno forme, funzioni e comportamenti che permettono loro di rispondere al meglio alle condizioni di vita. Le caratteristiche fisiche o comportamentali che rendono più idonei gli organismi nell'ambiente e che ne favoriscono le probabilità di sopravvivenza e di riproduzione vengono definite adattamenti e sono il risultato di processi evolutivi. I fattori ambientali, infatti, operano una selezione tendendo a favorire i caratteri biologici che hanno effetti positivi sulla vita degli organismi (selezione naturale). Questi caratteri vengono trasmessi alle generazioni successive attraverso la riproduzione.

Alcuni caratteri vantaggiosi sono stati selezionati direttamente per le loro funzioni adattative attuali. Altri caratteri sono stati selezionati primitivamente per funzioni diverse da quelle attuali (o per nessuna funzione specifica), ma sono stati cooptati dalla selezione in quanto vantaggiosi, con un cambiamento o una integrazione di funzione (ex-attamenti).

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Le forme raggiate consentono agli organismi che vivono fissi al substrato, in acqua o sulla terra, di captare stimoli e nutrimento da tutte le direzioni.
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Superfici fogliari ampie, unite a tessuti ricchi di aria, consentono alle piante acquatiche di galleggiare sull'acqua.
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Forme affusolate rendono più scorrevole il nuoto o il volo, diminuendo la resistenza incontrata nello spostamento.
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Le ossa del cranio articolate e mobili permettono ai serpenti di ingoiare prede più grandi del loro corpo.
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Le spine presenti sul fusto di alcune piante, come le rose, proteggono dal morso degli erbivori.
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Il dimorfismo sessuale favorisce il riconoscimento tra partner e la riproduzione.

I viventi hanno evoluto diversi adattamenti per fare fronte alle caratteristiche fisiche dell'ambiente.

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Alcune rane del deserto vivono in superficie solo nei mesi delle piogge; passano il resto del tempo nel sottosuolo (estivazione).
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Le piante che vivono in ambienti aridi hanno foglie trasformate in spine; questo permette di ridurre la perdita di acqua dalla superficie fogliare.
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Il fennec, una volpe del deserto, ha orecchie molto grandi per disperdere il calore eccessivo dalla loro superficie.
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Alcuni animali dei climi temperati e dei climi freddi trascorrono la stagione invernale in uno stato di torpore profondo detto letargo.
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Le piante dei climi temperati hanno foglie decidue, che cadono in autunno e vengono prodotte nuovamente al termine della stagione fredda.
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La lucertola vivipara non depone uova, ma partorisce piccoli già formati; lo sviluppo nel corpo della madre favorisce la riproduzione nei climi freddi.

Gli animali notturni hanno evoluto diversi adattamenti sensoriali per agire in condizioni di scarsa illuminazione.

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I crotali hanno evoluto la termovisione; tra la narice e l'occhio hanno fossette per captare i raggi infrarossi.
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I rapaci notturni hanno sviluppato occhi molto grandi, potenziando la vista.
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Le volpi e molti altri mammiferi con abitudini notturne hanno potenziato l'olfatto.
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I baffi dei felini (vibrisse) permettono di valutare al buio la larghezza dei spazi.
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Alcuni animali, come i pipistrelli, hanno potenziato l'udito sviluppando grandi padiglioni auricolari.
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Il toporagno emette suoni nell'ambiente e ne ascolta gli echi, stimando la distanza degli oggetti.

Molti gruppi animali hanno sviluppato arti per la locomozione. Questi possono presentare specializzazioni particolari in relazioni alle abitudini di vita dell'animale.

Le specie che si muovono in terreni ricchi di ostacoli, come la lettiera di foglie, dove le zampe possono essere d'intralcio, hanno subito una forte riduzione degli arti accompagnata da un allungamento del tronco. Le specie che conducono vita sotterranea possono avere arti anteriori robusti, adatti allo scavo, o essere totalmente prive di arti.

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Una luscengola.
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Una talpa.
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Un anfisbene.

Le specie con arti lunghi e snelli sono adattate alla corsa veloce.

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Una gazzella.
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Uno struzzo.
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Un ghepardo.

Le specie capaci di effettuare grandi salti hanno arti posteriori robusti e allungati, che a riposo sono ripiegati.

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Una cavalletta.
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Un canguro.
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Una rana.

Le specie che si arrampicano sugli alberi, sulle rocce o altre superfici possono avere unghie robuste, arti prensili o trasformati in ventose.

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Una raganella.
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Un bradipo.
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Un camaleonte.

Gli animali hanno evoluto diverse specializzazioni per il nuoto.

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Le tartarughe marine hanno arti anteriori trasformati in pinne.
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Alcuni serpenti marini hanno la coda appiattita lateralmente, che facilita il nuoto.
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I pinguini, che nuotano con gli arti anteriori, hanno ali modificate in pinne.
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Gli uccelli acquatici che nuotano con i piedi hanno le zampe spostate posteriormente e i piedi palmati.
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I castori hanno la coda appiattita e gli arti posteriori palmati.
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I coleotteri ditiscidi hanno zampe dotate di setole fitte e allungate, che favoriscono il nuoto.

Gli animali possono trarre vantaggio dall'avere forme e colori simili all'ambiente in cui vivono, che li rendono meno visibili ai loro predatori o, viceversa, alle loro eventuali prede.

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Un insetto foglia.
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Un geco.
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Una farfalla.
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Un cavalluccio marino.
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Una pesce antennario.
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Un pesce botide.
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Una rana.
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Un insetto stecco.
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Una mantide religiosa.

Gli animali privi di difese naturali possono trarre vantaggio dalla somiglianza con altre specie che invece ne sono dotate. Varie specie di mosche e farfalle hanno colorazioni simili a quelle di api e vespe, dotate di pungiglione. Gli eventuali predatori che abbiano avuto un'esperienza negativa con api e vespe, tenderanno ad evitare anche mosche e farfalle con la stessa colorazione.

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Una vespa.
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Una mosca innocua.
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Una farfalla innocua.

Alcuni animali possono trarre vantaggio dalla somiglianza con altri, nelle forme e nei comportamenti, per la difesa dai predatori o, al contrario, come strategia aggressiva.

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Alcune farfalle hanno "falsi occhi" sulle ali; questi scoraggiano i predatori a tentare la cattura, dando loro l'impressione di trovarsi di fronte ad una preda molto più grande.
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Alcuni ragni hanno il corpo molto simile a quello delle formiche; questo consente loro di avvicinarsi indisturbati alle formiche e catturarle.
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Alcune farfalle hanno "false teste" nell'estremità posteriore del corpo; queste confondono i predatori dirigendone l'attacco verso parti del corpo non vitali.
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Le bisce d'acqua, serpenti innocui, quando sono minacciate appiattiscono la testa, soffiano e sibilano, ricordando l'aspetto e il comportamento delle vipere.
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Alcuni bruchi hanno strutture simili alle lingue dei serpenti, che agitano quando si sentono minacciati.
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Alcune farfalle hanno le estremità delle ali simili a teste di serpente, che in caso di cattura vengono agitate ricordando il movimento del rettile.

Gli organismi hanno evoluto diverse forme di difesa per proteggersi dai loro consumatori. Gli animali dotati di difese naturali hanno spesso colorazioni molto vistose che fungono da avvertimento per i predatori (colorazioni aposematiche).

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La pelle della rana dorata secerne batracotossina, una sostanza tossica per il sistema nervoso.
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Le foglie trasformate in spine proteggono le piante dal morso degli erbivori.
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Gli anemoni di mare hanno tentacoli urticanti per la presenza di cellule che producono veleno (cnidociti).
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Il frinosoma cornuto si difende spruzzando sangue velenoso dagli occhi.
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Le bacche della belladonna contengono atropina, una sostanza velenosa per il sistema nervoso.
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Le torpedini si difendono rilasciando forti scariche elettriche.
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Alcune farfalle producono sostanze tossiche, che le rendono sgradevole ai predatori.
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Gli equiseti contengono cristalli di silicio, che ne riducono la digeribilità per gli erbivori.
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I nudibranchi, molluschi privi di conchiglia, si difendono producendo sostanze tossiche.

Fonte delle immagini: Wikimedia Commons